314-52| Gallo & The Roosters | Everything Is Whatever |
La vita e' un viaggio sperimentale, fatto involontariamente
Fernando Pessoa
Espressionista, grottesco e sardonico, nostalgicamente disilluso e alla ricerca di una nuova "ideologia" estetica, il nuovo lavoro da solista di Danilo Gallo e' sempre più parco di "parole" in queste microstorie, brevi per suggerire, per contrasto, universi vastissimi notturni o di luce perlacea, malesseri, irrisioni, nostalgie, rivendicazioni e assenze. Memore del percorso avvenuto in questi ultimi anni in molteplici organici realizza questo "Everything is whatever", immerso in un voluto "suono da stanzone" proveniente dagli studi "Perpetuum Mobile" di Alessandro "Asso" Stefana. La formazione è sempre quella cara al contrabbassista, puntigliosamente ricostruita perchè unica "tavolozza" sonora in grado di replicare la sua personale, irredimibile Weltanschauung, moltiplicazione del timbro del suo contrabbasso. Il risultato e' un'asciutta sintesi del percorso precedente, tra Messico, Beefheart e Berlino che si incontra con l'Onnipresente.
Grotteschi girotondi (Kosciunsko), ballad regressive e titubanti (Arthur Fellig), twist Dolphian-Umiliani (Check it Easy), catastrofiche campagne di Russia filtrate dalla lezione beefheartiana (Leon Trotzsky), serenate messicane ridotte in frattaglie con residui dei passati viaggi del primo album (Coyoacán), idiosincrasie rock (Kaputt Kravatta), autoanalisi in maschera di moltitudini claudicanti ma inesorabilmente avanzanti (Blues for Myself Mostro), requiem irridenti (Kleber) o rievocazioni postume del defunto (Las Làgrimas del Capitàn), voci dall'aldilà (Sacco e Vanzetti), poderosi hallelujah (Led You to Duncan), funk ossessionati (Pluto Platter), aspre microsuite prive di salvezza, cimitero di occasioni perdute (Zentralfriedhof Friedrichsfelde).
Il tutto coeso in un unicum timbrico e armonico perturbante.
Giovanni Natoli
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Tracks:
1. KOSCIUNSKO (Danilo Gallo) --> Listen Mp3!
2. ARTHUR FELLIG (Danilo Gallo)
3. CHECK IT EASY (Danilo Gallo)
4. LEON TROTSKY (Danilo Gallo)
5. COYOACÁN (Danilo Gallo) --> Listen Mp3!
6. KAPUT KRAVATTA (Danilo Gallo)
7. BLUES FOR MYSELF MOSTRO (Danilo Gallo)
8. KLEBER (Francesco Bigoni)
9. LAS LÁGRIMAS DEL CAPITÁN (Danilo Gallo)
10. SACCO E VANZETTI (Gallo / Succi)
11. LED YOU TO DUNCAN (Massimiliano Sorrentini)
12. PLUTO PLATTER (Danilo Gallo)
13. ZENTRALFRIEDHOF FRIEDRICHSFELDE (Danilo Gallo)
Personnel:
DANILO GALLO double bass
ACHILLE SUCCI bass clarinet
GERHARD GSCHLOESSL trombone, piano somewhere, bottles
ZENO DE ROSSI drums, toys
Recorded at Perpetuum Mobile by ALESSANDRO "ASSO" STEFANA, May 15th,16th,17th, 2011, Nave (Bs), Italy
Mixed at Greedy Little Sisters, Verona, by ENRICO TERRAGNOLI and DANILO GALLO
Mastered by MAX TRISOTTO, Padova
Artwork by MASSIMILIANO SORRENTINI
contacts: www.danilogallo.com
Review quotes:
http://fardrock.wordpress.com/2011/09/21/gallo-the-rooster-everything-is-whatever/
Nella recente scena del jazz italiano, il nome di Danilo Gallo sta diventando sempre più significativo. E infatti i più prestigiosi contest del settore lo vedono quasi sempre tra i premiati: la rivista MusicaJazz gli ha conferito il premio per il miglior bassista del 2010 e a giorni riceverà quello del Trofeo InSound 2011, nella categoria Basso Elettrico.
Capace di destreggiarsi anche nell’ambiente pop (con la formazione dei Guano Padano), Gallo dà il meglio di sé quando mette il suo basso al servizio di un jazz frastagliato e discreto come quello presente nel nuovo disco pubblicato col suo personale quartetto, Gallo & The Rooster. L’album, Everything is Whatever, esce in questi giorni per la brillante etichetta di casa (El Gallo Rojo Records) e si sviluppa su composizioni di Danilo stesso (con un paio di eccezioni), incentrate sugli sviluppi colloquiali generati da un clarinetto basso (Achille Succi) e un trombone (Gerhard Gschloessl). La batteria è ovviamente affidata al fidato Zeno De Rossi, che con Danilo ha un rapporto d’intesa molto più che consolidato.
Le sonorità, particolarmente crude, sono amplificate da una produzione viva e presente come se il quartetto stesse suonando direttamente nel nostro soggiorno, consegnata nelle mani di Asso Stefana in fase di registrazione e a quelle dello stesso Gallo, coadiuvato da Enrico Terragnoli, in quella di missaggio.
Nell’album si susseguono brani dal vivace equilibrio, affidando l’apertura ad un numero (Kosciunsko) che è onestamente riduttivo definire jazz; è un tortuoso, lentissimo swing che sorprende per le acrobatiche invenzioni ritmiche, per il clarino che guida sinuoso e preciso e per il trombone che si insinua a creare una tensione grottesca ed oscura.
La ritmica un po’ twist e un po’ geghegè di Check it Eeasy risolleva gli animi, spezzando la tensione momentaneamente per accompagnarci su territori d’avanguardia più consoni al combo radunato per l’occasione. Coyoacàn è una melodia raffinata, malinconica e sapida di alcol, sulla quale Gallo si mette particolarmente in mostra sguinzagliando il contrabbasso verso un’agognata libertà espressiva. Music for Myself Mostro è una ballata da funeral-band ossessiva e mistica, misurata dai fiati che eseguono la figura ritmica a supporto del basso, lasciando libero De Rossi di trastullarsi su una batteria impazzita.
Tutto rimane in questi ranghi, come in una sorta di concept-album che ognuno può intendere a propria discrezione. Concedendo molto all’immaginazione e tenendoci semplicemente sospesi per tutta la lunghezza, poco meno di un’ora, l’ambiente sonoro dell’album si rigenera in continuazione, sollevando turbini e tormenti su esercizi di pregiata qualità. La traccia conclusiva Zentralfriedhof Friedrichsfelde, è un brano intensamente lirico, rigoroso e cameristico coi fiati atmosferici e ambientali sopra ad un Gallo elegantissimo, quasi in secondo piano, meramente ritmico, ma preciso e dolente, in grado di condurre un bellissimo gioco che si confonde tra erotismo e dolore.
Everything is Whatever è un album che probabilmente non sarebbe piaciuto nella New Orleans del 1900 ma che in fondo arriva proprio da lì. La passione per le evoluzioni e per le divagazioni in altri contesti musicali e culturali è il semplice veicolo che lo rende moderno.
Cercatelo ed ascoltatelo.
Voto 8/10
