314-32| Pospaghemme | L.O.V.E. |
Sax baritono e batteria. Banjo e armonica. Un duo senza confini, che utilizza la sua assurda logica per infrangere i tabù degli ascoltatori più bacchettoni. Beppe Scardino e Federico Scettri danzano tra i cocci, al ritmo di quella che e' una perfetta colonna sonora degli "Empty 2000". Il percorso è imponderabile: l'alchemico groove de "L'organo dell'equilibrio" lievita nell'hemphilliana "Dogon A.D.", poi si sgonfia nell'odissea ospedaliera del "CUP 4º piano". Perfino "L.O.V.E." non significa "amore", ma è un acronimo dalla valenza misteriosa.
Francesco Bigoni
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Tracks:
1. L.O.V.E. (Beppe Scardino) --> Listen Mp3!
2. BANJO E ARMONICA (Scardino / Scettri)
3. VINEGAR #1 (Scardino / Scettri)
4. 60-70% (Federico Scettri)
5. TO ANDREW HARLAN (Beppe Scardino)
6. EMPTY 2000 (Federico Scettri)
7. L'ORGANO DELL'EQUILIBRIO (Beppe Scardino)
8. SEMAI PO' (Federico Scettri)
9. DOGON A.D. (Julius Hemphill)
10. CUP 4º PIANO (Federico Scettri)
11. WHAT ABOUT A RIVER? (Scardino / Scettri) --> Listen Mp3!
Personnel:
BEPPE SCARDINO baritone sax, Eko 4 strings banjo, bass clarinet, weird voices
FEDERICO SCETTRI drums, harmonica, MK 373D keyboard, voice, samples
Artwork + L.O.V.E.® machine by PAOLO FERRO
Design by MASSIMILIANO SORRENTINI
Review quotes:
Marco Carcasi
Kathodik - 16.8.2010
http://www.kathodik.it/modules.php?name=Reviews&rop=showcontent&id=4284
voto: 4 stelle
"Si dannano epidermicamente, alla ricerca di un equilibrio, che gli auguro, non trovar mai. O meglio, fra d'un pallore diffuso, ed un ruspante calcio in culo, indirizzato a stimolar il coppino, opto per il secondo. In alternativa, o traducendo, fra l'esser d'ornamento, e l'esser concreti, siam sulla seconda. Fra il meglio, ed il peggio, stanno decisamente nel meglio. Ma credo, gliene fotta un cazzo. Questi corron sul serio; provate a stargli dietro. Bravissimi!"
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Vincenzo Fugaldi
Jazzitalia - 13.6.2010
http://www.jazzitalia.net/iocero/youngjazz2010.asp
Young Jazz Festival 10
Foligno, Bevagna, Gualdo Cattaneo, Montefalco, Spello, Trevi dal 28 maggio al 2 giugno 2010
"in una saletta affollatissima del museo di Trevi, dinnanzi a uno splendido dipinto su tavola del Perugino, hanno esercitato l'arte dell'ironia con gusto e grandi capacità di coinvolgimento, interpretando un'idea molto condivisibile della musica come momento ludico, fresco e rigenerante"
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Fabio Ciminiera
Jazz Convention - 30.4.2010
http://www.jazzconvention.net/index.php?option=com_content&view=article&id=480:pospaghemme-love&catid=2:recensioni&Itemid=11
"Sax baritono e batteria, ma anche clarinetto basso, voci, banjo, armonica, tastiere e oggetti vari: Beppe Scardino e Federico Scettri danno vita a Pospaghemme, duo dall'estetica decisamente visionaria [...] Si tratta, se si accetta il paradosso, di un solo condotto in due. A questo si aggiunge il grosso corpo sonoro dei due strumenti, la forza del baritono e l'impatto della batteria, come avviene ad esempio in Dogon A.D."
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Enzo Boddi
Jazz Colo[u]rs - marzo 2010
"Questo duo testimonia la vitalità, la molteplicità di interessi e — perché no? — il coraggio di una nuova generazione di musicisti sotto (o tutt’al più intorno) alla trentina. Scardino e Scettri condividono la spregiudicata esperienza della Cosmic Band di Gianluca Petrella e sono membri del sestetto Orange Room, di cui il sassofonista livornese è la mente compositiva. Registrati a Livorno nel marzo 2009, gli undici bozzetti sonori sono percorsi da uno spirito leggero, disinibito"
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Neri Pollastri
All About Jazz Italia - 25.3.2010
http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=5033
Valutazione: 4 stelle
"Due musicisti che si conoscono bene, accomunati dalla passione per la ricerca e la sperimentazione, ma anche dal gusto per l'ironia e dallo spirito iconoclasta, danno vita a una formazione inedita - sax baritono e batteria, ma con aggiunte impreviste e imprevedibili - e, dopo una serie di concerti, provano a "fotografare" la loro interazione basandosi su composizioni originali (salvo un omaggio a Julius Hemphill) e - soprattutto - sulla libertà [...] Un lavoro difficilmente catalogabile, perché [...] in esso vengono distillate una molteplicità di suggestioni ed influenze implicite, con l'intento esplicito, però, di fare musica senza tener conto direttamente di nessuna di esse"
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Enrico Bettinello
Blow Up - marzo 2010
"non solo sax e batteria per questo dialogo, ma anche banjo, oggetti, tastierine e vocette, in una ricerca che linka il vocabolario post-coltraniano a quello dell'imprevedibilita' frammentaria di uno zapping tagliente nelle vacuita' odierne. Specialmente se messo in relazione con le piu' articolate architetture di Orange Room, L.O.V.E. e' una pillola magica per proiettare entrambe le esperienze in un iperspazio sensoriale irriverente e, perche' no, sensuale"
