El Gallo Rojo Records
314-22
Houdini's Cage Memories of a Barber
Memories of a Barber

Come affrontare i repertori e gli stili del passato con un'attitudine
contemporanea, lontana tanto dal revival quanto da un decostruzionismo à la page? Come coniugare il recupero di brani dimenticati e dal gusto retrò con la propria personale scrittura? Tre dei membri de El Gallo Rojo, una delle più interessanti realtà italiane attive nell'ambito della musica improvvisata e di ricerca dell'ultimo periodo, cercano di togliersi le manette della tradizione avvalendosi dell'apporto di Greg Cohen, musicista di rara perizia e competenza, ascoltatore attento ed onnivoro, capace di mantenere una propria cifra riconoscibile - unita ad un non comune senso della forma - di fronte alle pagine del jazz classico come agli ultimi prodotti dell'avanguardia downtown newyorkese.
Il tutto sotto lo sguardo di Harry Houdini, maestro dell'arte dell'evasione, pioniere del cinema e della lotta contro lo spiritismo, protagonista di una vita avventurosa che lo condusse da un'abitazione del quartiere ebraico di Budapest ad una inespugnabile prigione di vetro ed acciaio piena d'acqua, proprio negli anni in cui il jazz faceva la sua comparsa nelle cronache europee ed americane.

Anonimo Ferrarese del XX secolo


..........................................................................................................



Tracks:

1. GHOST HOUSE (Enrico Terragnoli) --> Listen Mp3!
2. FUNERAL OF A FREAK (Enrico Terragnoli) --> Listen Mp3!
3. Raps (Enrico Terragnoli)
4. THE LISBON TAKE (Enrico Terragnoli)
5. WHY NOT PETER? (Enrico Terragnoli)
6. LITTLE LAURA (Enrico Terragnoli)
7. HOUDINI'S BIG BREAK (Francesco Bigoni)
8. WILD GLUE (Zeno de Rossi)
9. SIDESHOW (Enrico Terragnoli)
10. YOU DON'T KNOW WHAT I MEAN (Enrico Terragnoli)



Personnel:

FRANCESCO BIGONI tenor sax, harmonium
ENRICO TERRAGNOLI guitars, podophono
GREG COHEN bass, farfisa bravo, balafon
ZENO DE ROSSI drums, percussion, glockenspiel, kitchen sponge


Photo by Barbara Rigon


Graphic design by MASSIMILIANO SORRENTINI



Review quotes:

Enzo Pavoni
Audio Review - 2010

"L'autorevole cavata di Greg Cohen e la ritmica sapiente di De Rossi sostengono alla perfezione le frasi segmentate di Bigoni e le deliranti visioni di Terragnoli, entrambi abituati a librarsi nel vuoto e a interagire, avventurandosi a volte in aspri "botta e risposta" dalle astratte rotondita' cool. Il compact disc fa il punto della situazione sulle avanguardie di casa nostra, dove convivono pacificamente acid rock, free jazz, richiami accademici, battiti swing"

Qualita' artistica: 8,5/10
Qualita' sonora: 9/10

****

Sergio Pasquandrea
Jazzit - marzo/aprile 2009

La contemporaneita' puo' essere retro'? Sembrerebbe di si', ad ascoltare quest'ultima produzione del collettivo El Gallo Rojo. [...] Ascolto insolito e stimolante"

****

Gigi Sabelli
Musica Jazz - febbraio 2009

"si ascolta un quartetto dalla cifra notevole sia sui pezzi piu' tristi e nostalgici (in particolare l'incisiva Little Laura e The Lisbon Take) sia su quelli piu' dinamici e sferzati da improvvisi bagliori"

****

Luca Buti
Jazz Magazine - febbraio 2009

"L’ascolto avvicina la musica alla metafora artistica dell’illusionismo “concreto” del grande Houdini, prigioniero (fino a che non si libera) della sua gabbia. Niente quindi di quel downtown newyorchese che fa tanto figo. Lontane anche sperimentazioni ultra-contemporanee dal risultato inafferrabile, ma, udite udite, tradizione reinventata!"

****

Enrico Bettinello
All About Jazz Italia - 26.1.2009
http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=1445

"Tanti sono i motivi di interesse per una band come Houdini's Cage, nuova creatura della sempre attiva "scena" del Gallo Rojo: la presenza di Greg Cohen in primis, non solo per la qualità e il prestigio che il contrabbassista porta con sé, ma anche per il link vivo con quel mondo downtown che da sempre è uno dei punti di riferimento di molti musicisti del collettivo [e forse, aggiungiamo, un'altra "gabbia" da cui tentare di evadere]. Ma anche, una volta di più, la conferma della validissima, per quanto undestated, personalità del chitarrista Enrico Terragnoli, autore di otto delle dieci composizioni del disco. Altro fattore di grande interesse è la statura solistica sempre più definita del sassofonista Francesco Bigoni, ormai molto più che una promessa o un "giovane talento", muovendosi con grande autorità di scelte e personalità di fraseggio, senza paura di indagare della tradizione per tirarne fuori scarti espressivi e idee magari sottovalutate. Fa da collante la batteria di Zeno De Rossi, che in questi territori sonori sguazza con la naturalezza di un pesce nelle ripide dei ritmi più duttili e timbricamente stimolanti"

****

Enrico Bettinello
Blow Up - dicembre 2008

"La tecnica escapista e' semplice ma efficace: la musica della band e' un organismo mutevole e flessibile, dotato di un'allure folk che ipnotizza i guardiani dell'ortodossia e li fa ballare come pupazzi che sfilano sullo sfondo, le catene si allentano senza bisogno di grimaldelli e forzature, oliate da frasi di sassofono nebbiose e da impunture scure della ritmica. Si entra in uno stato di grazia, ascoltando questo disco, tanto che quando ci si risveglia, il mago e' evaso, ma non lascia traccia di se' solo nei cuori piu' inespugnabili" (7/8 su 8)

****

Stefano Merighi
Il Giornale della Musica - dicembre 2008

"Il celebre mago suggerisce un mondo parallelo, in cui la creativita' riscatta origini modeste e il rovesciamento delle apparenze esplode in impossibili evasioni da condizioni di prigionia assolute. Houdini's Cage cerca di rievocare le atmosfere da vaudeville dove l'illusionista comincio' la carriera e di svilupparle con una liberta' espressiva in cui fanno capolino nostalgia, ironia, memoria di epoche tramontate". [...] Notevoli la voce strumentale e la fantasia di Francesco Bigoni, di sicuro tra gli improvvisatori piu' sensibili del vivaio italiano"

****

Beppe Montresor
L'Arena - ottobre 2008

Houdini's Cage, tecnica e una delicata sensualita'

"Ecco, se dovessimo indicare una qualita' peculiare spesso rintracciabile nella "Gabbia di Houdini" - al di la' della raffinatezza e della tecnica dei quattro musicisti - diremmo una delicata sensualita', rilassata e fluida come in un classico noir anni '40"

****

Beppe Montresor
L'Arena - 29.11.2007

"i quattro Houdini sul palco, se non sono maghi poco ci manca. [...] una sintonia che sembra sgorgare con rispettosa naturalezza tra i quattro musicisti, che si ritagliano con discrezione interventi solistici evidentemente immuni da ogni tentazione di protagonismo.