El Gallo Rojo Records

AUTORI EL GALLO ROJO

Zeno de Rossi

Nasce a Verona nell'anno del cane il 9 Elul 5730 nel segno della vergine. Era un giovedì. L’arrivo fu evidentemente devastante, il giorno dopo un tornado colpisce la città di Venezia e causa 30 vittime, otto giorni dopo il celebre chitarrista e cantante Jimi Hendrix viene trovato morto a Londra in una camera d'albergo (il Samarkland Hotel). Lo seguiranno presto la cantante Janis Joplin ed il sassofonista Albert Ayler, ripescato nell’East River a New York. Quello fu anche l’anno però della partita del secolo, la ormai leggendaria Italia – Germania 4 a 3 che il nostro segue immerso nel liquido amniotico. Poco prima le isole Tonga, già protettorato britannico, ottengono la piena indipendenza, I Beatles si sciolgono ed il Cagliari vince lo scudetto.
Cresce serenamente ricoprendo il ruolo di portiere per poi passare alla batteria. In effetti il passo è più breve di quel che si pensi, entrambi I ruoli sono fondamentali, oltrettutto offrono la medesima visuale del gioco. Il suo stile in effetti si può definire una sintesi tra Shelly Manne ed Ivano Bordon.
Vive leggermente al di sopra delle sue possibilità tra Napoli e Berlino in pratica a Verona.


Danilo Gallo Sanchez

sommo produttore di gravita' ritmiche. presidente. nato a foggia nel vicino 1972. vivente.

Il gallo va a NY, gira a destra, poi a sinistra
è rosso come un semaforo e tutti lo guardano
con quelle facce da nuiorchesi.
Johnny Fox è morto alcoolizzato in una camera d'albergo
rimpiazzato da altri per non sentire più il frastuono degli applausi.
E l'uovo del gallo caduto dalla chiappe del gallo adesso sta sotto un cartello del Metrò.




Massimiliano "Tanzio" Sorrentini

Max Tanz e l'agente dell' F.B.I. Bill Maxwell trovano nel deserto una navicella spaziale. Hanno così un incontro con gli alieni che regalano loro una tuta di colore giallo, con annessi superpoteri, e un libretto di istruzioni. Max perde presto il libro, ed è costretto ad imparare da solo ad usare i poteri.
Dopo 20 anni di ricerche Bill si trova sulle tracce di Johnny Damanti, pericoloso spacciatore di droga. Per Bill risulta decisiva la collaborazione dell'ex-ragazza di Johnny, pronta a testimoniare, e pensa quindi di riportarla a Los Angeles. Presto però Bill si rende conto che l'impresa non è semplice perché la vita della ragazza è in pericolo.
Max, grazie ai suoi poteri, riesce a diventare invisibile.
Bill gli chiede di aiutarlo a ritrovare un aereo da caccia che ha un particolare congegno di mira.
Max sa che la conversazione riguarda sempre Buffalo Bill.
Loro pensano che Buffalo Bill sia molto divertente.
Così Max chiede sempre: che novità ci sono su Buffalo Bill?

Francesco "B.J." Bigoni

Nato a Ferrara nel 1982, ha abbandonato la matematica per soffiare in un tubo di ottone. Lui e l'amico Beppe Scardino scherzano spesso sulla stravaganza di questo destino comune. Comunque ora suonare in un tubo di ottone - e qualche volta in un tubo chiuso di legno - è la sua occupazione prediletta. A volte ci canta anche dentro. E ha pure scoperto di poter sfogare la passione scientifica nella composizione e in un approccio prevalentemente empirico all'elettronica. Trascorre l'infanzia ascoltando i Beatles e leggendo i fumetti di Art Spiegelman. Non nasconde la passione per i suoi idoli calcistici, Peter Beardsley e John Barnes, rendosi estremamente impopolare tra i suoi compagni di scuola. Superata l'adolescenza, passa a Nick Drake, Robert Crumb, Thomas Bernhard e Paul Auster. Deluso dal calcio, diventa esperto di rugby e di pallavolo, rendendosi estremamente impopolare tra le sue coetanee. Il concerto che gli ha cambiato la vita è lo stesso dell'amico Fonzie: la performance ferrarese del trio di Bill Frisell con Kermit Driscoll e Joey Baron in uno dei suoi ultimi tour europei. I suoi compagni del collettivo lo chiamano BJ, forse in omaggio a BJ Armstrong (il playmaker degli storici Chicago Bulls) o a Bon Jovi. Quando non si occupa di musica, si inerpica con Tanzio in discussioni filosofiche, con sommo divertimento di entrambi. Vive tra Ferrara e Berlino.


Alfonso "Lalo" Santimone

unità-carbonio, complusivo pensatore ed emettitore di suono, sbuca fuori tra i vicoli dell'interzona di ferrara nel 1973.

gli piace il suono (dis)organizzato e cerca di emetterne il più possibile.
la maggior parte degli oggetti emettitori di suono che gli piacciono hanno dei bottoni.
gli piacciono anche le idee (dis)organizzate e per giorni cammina ostentando un silenzio assordante.
subito dopo le afone deambulazioni si mette a usare delle matite o delle penne su dei fogli con serie di cinque righe orizzontali e vi segna dei punti a volte pieni a volte vuoti.
e fa anche delle linee a volte dritte a volte curve e scrive brevi parole. oppure usa schermi bianchi e bottoni e topi morti meccanici.
a volte non fa nessun segno ed emette suoni con bottoni, topi morti meccanici, fili sospesi e non; a volte in tempo reale a volte in tempo differito.
a volte emette suoni in tempo reale con una serie di bottoni bianchi e neri.
a lalo piace il tempo reale soprattutto.
finnegans wake è la sua soap-opera preferita.

Stefano "Zakaz" Senni

Zakaz per gli amici intimi (non è dialetto Lughese ma un arcano fonema Polacco che significa "divieto", affibbiatogli da un amico percuotitore di superfici)...
Apre gli occhi nel bel mezzo del terremoto di Ancona del '72, e già da lì si doveva capire che gli sarebbero piaciute le frequenze basse. Ben presto viene adottato dall'etnia romagnola e subisce una tale immedesimazione con gli indigeni al punto che ritiene che il brano Mr P.C. sia stato scritto in onore al Passator Cortese, del quale crede di essere la reincarnazione vivente.
In seconda elementare assiste a un saggio di un'orchestra sinfonica: nel bel mezzo della performance un contrabbassista poggia l'archetto e improvvisamente pizzica un LA che sovrasta l'orchestra intera!
Il grido: "...siii puoooò fareee!!!" getta panico e sconcerto fra amici, compagni e insegnanti!
Quell'episodio segnerà il suo futuro irrimediabilmente.
Oggi sogna che il mondo possa essere ispirato da una grande e unica linea di basso, che vada oltre i confini e le diversità di ogni genere, sicuro che alla base di un uomo migliore c'è un suono migliore. Un giorno, per una strana e improbabile congiunzione astrale, il sogno potrebbe avverarsi...

Martino Fedrigoli

1974 e i suoi fatti salienti:
3 Febbraio: Dio, visto che non aveva un cazzo da fare, decise di spedire in valpolicella un troll travistito da cicogna con un pargolo di circa 4kg (Io).
4 febbraio: Berkeley: l'ereditiera Patricia Hearst viene rapita da un gruppo di guerriglia urbana denominato Esercito di Liberazione Simbionese (e che cazz'è???)
9 marzo: Sanremo: Iva Zanicchi vince con Ciao cara come stai? la XXIV edizione del Festival
9 ottobre: viene emesso un mandato di cattura per il banchiere Michele Sindona, accusato di bancarotta fraudolenta. (un briciolo di serietà...)
13 dicembre: Malta diventa una repubblica, pur rimanendo nel Commonwealt

Alcuni illustrissimi coetanei di Martino:
Vampeta, calciatore (?) brasiliano;
Fabrizio Corona, imprenditore italiano;
Il Bepi, cantante italiano (canta in dialetto bergamasco, doverosa precisazione);
Costantino Vitagliano, personaggio televisivo italiano
Gabriel Garko (attore?)
pling, plong, bzzzz, prott burp, /)&%)MOPMKPO.....mi0ùàò, ùaùùùaùa @#@#@...fssss zzzzkk!!! (pensieri incomprensibili)

Con questi meravigliosi coetanei, una mia biografia sarebbe inutile: hanno già dato tanto onore al 74...non me la sento di competere.

Enrico "The King" Terragnoli

Dopo lunga militanza nell'ambito di formazioni di porno-liscio, viene folgorato dal jazz riascoltando un proprio assolo sul celebre valzer "un-tettè".
Inventa un nuovo stile chitarristico coniugando la rapidità di esecuzione ad una tecnica più che scarsa.
In questa dimensione egli produrrà la sua opera più sincera: "A cartoni..." 1991.
Nella sua sterminata discografia sono incastonate perle di pura classe ("Una vespa sul cul" 1992) alternate, purtroppo, ad altrettante opere smaccatamente regressive ("Il Passeggino" 1993) e -soprattutto- l'inquietante "Glù-Glù" 1995.

Nelide Bandello

Espulso dalla camera armonica primordiale nel gennaio del 71 per decorrenza dei termini trovò a lungo consolazione nelle friselline col burro e caffè d’orzo.
Sottrattosi alla proposta delle lezioni di piano scampò altresì a quelle di chitarra per finire aggrappato con le unghie al bordo di un tamburo, con il corpo a penzoloni.
Tutt’ora pende nel vuoto da un’altezza risibile e tuttavia vertiginosa, oscilla in avanti e indietro, anche su un lato, ma uno solo. Quando il vento tira forte suda parecchio.
E’ frutto di un’ evoluzione della specie interpretata nel corso dei millenni in base a categorie sbagliate.
Infatti ha studiato con successo alla scuola internazionale per boia ma ha rinunciato alla professione per pudore.
Non sa fare i sudoku però all’occorrenza può trasformarsi in ramarro ed in monaco trappista.


Piero "Ropie" Bittolo Bon

Nasce nel settembre del 76 a Portogruaro, giusto in tempo per rovinare la reputazione alla città. Trasferitosi in seguito a Venezia, viene iniziato ai segreti delle miccette, che tuttora preferisce di gran lunga al solfeggio. Decide infatti di interrompere una carriera pianistica più che promettente dopo aver raggiunto una discreta padronanza de "Il Piccolo Montanaro" di Francesco Paolo Frontini. Risulta invece nebuloso il passaggio nel quale il nostro passò dalla totale ed incondizionata dedizione verso i videogiochi al trovarsi un sax contralto tra le mani. Il suo sogno segreto è vincere al Totogol una somma sufficiente a commissionare al LHC (Large Hadron Collider) del Cern un esperimento che aiuti a sciogliere il dilemma che ha tormentato gli anni migliori della sua vita: è più forte Mazinga Z o Cannonball Adderley?

Dimitri Sillato

Nato nel 1972 la madre ne decise il nome in bagno leggendo un giornale che parlava di un principe bulgaro.
Fin da subito comprese che i punti fondamentali della sua vita erano due: la musica e la gnocca, cosa peraltro molto comune,ma nel suo caso con un aspetto ossessivo verso il secondo punto che ne determina l’eccessiva magrezza e la perdita a tratti della vista.
Ama rimbalzare tra il piano e il violino e abbraccia spesso e volentieri boccioni di sangiovese chiedendosi perché non faccia ancora l’idraulico.
Nonostante le apparenze il ”Conte Silvano”, come viene soprannominato dagli amici più intimi, rimane un personaggio timido che vive ai bordi della società, in un ambiente agreste, per non dire agricolo, spesso svirgolando nelle mutande nei momenti di maggior tensione.

Achille Succi

Achille Succi suona il sassofono ed il clarinetto basso per caso, perché il maestro della banda aveva detto cosi.
Il liscio é stato il suo primo amore, ed andava ad ascoltare tutte le orchestre che in estate venivano a suonare alla festa dell'Unità sotto casa; purtroppo un brutto giorno compra per caso un disco di Charlie Parker e da li inizia il calvario.
Successivamente Henghel Gualdi gli consiglierà di smettere, suggerimento che avrebbe fatto bene a seguire, difatti di li a poco si classifica ultimo al famoso concorso per giovani talenti Massimo Urbani.
Del mestiere del musicista ha sempre apprezzato la possibilità di rimorchiare, cosa che non gli é mai riuscita a causa di grossi limiti fisici e mentali, e in piú avendo anche scelto il genere peggiore per questo scopo, il jazz; di tutti gli altri aspetti artistici e creativi non gli é mai interessato gran ché, ma sono un buon modo per sfogarsi.
Attualmente Achille Succi soffre, o beneficia, di un marcato sdoppiamento della personalità: va in giro a suonare con la Multipla ma recentemente gli si è rotta la pompa dell'acqua ed ha cotto le guarnizioni della testata; inoltre insegna tecniche di improvvisazione sul clarinetto, ma non ha iscritti, e inglese, con pronuncia nonantolana, al conservatorio di Ferrara.

Beppe Scardino

Come ogni livornese che si rispetti, Beppe Scardino a 2 mesi padroneggiava le tabelline fino al 13, a 4 le disequazioni di secondo grado, a 6 gli integrali indefiniti.
Tuttavia, ancora oggi ignora l'utilizzo dell'utensile denominato cacciavite. E non si spiega perchè il seghetto elettrico debba essere "alternativo".
Il suo approccio alla musica fu decisamente irrazionale, privo di significato e onnivoramente sbagliato.
Le cose non migliorarono durante la sua permanenza in Danimarca all'eta di 3,33 lustri. Ciò che più detestava in quel posto di freddi vichinghi senza bidè era che, per non sembrar scortese, si sentiva costretto a ingurgitare grandi quantità di birra, bevanda che ha sempre incontrato la sua più profonda repulsione.
Per qualche insondabile motivo, di ritorno in Italia iniziò a maturare la malsana idea di dedicarsi alla musica a tempo pieno (nonostante la sua palese estraneità al mondo sonoro), abbandonando una promettente carriera scientifica, e causando così il dolore eterno di Sua Madre.
Ha una predilezione per tutti gli eccessi (e l'amore baritonistico ne è prova) e oscilla da anni tra diversi luoghi senza trovare una pace geografica. Ma dovunque vada, qualunque posto possa raggiungere, in cuor suo si ritrova a pensare: "bella mi' Livorno..."