Francesco Bigoni

Francesco Bigoni

​Nato a Ferrara nel 1982, ha abbandonato la matematica per soffiare in un tubo di ottone. Lui e l'amico Beppe Scardino scherzano spesso sulla stravaganza di questo destino comune. Comunque ora suonare in un tubo di ottone - e qualche volta in un tubo chiuso di legno - è la sua occupazione prediletta. A volte ci canta anche dentro. E ha pure scoperto di poter sfogare la passione scientifica nella composizione e in un approccio prevalentemente empirico all'elettronica. Trascorre l'infanzia ascoltando i Beatles e leggendo i fumetti di Art Spiegelman. Non nasconde la passione per i suoi idoli calcistici, Peter Beardsley e John Barnes, rendosi estremamente impopolare tra i suoi compagni di scuola. Superata l'adolescenza, passa a Nick Drake, Robert Crumb, Thomas Bernhard e Paul Auster. Deluso dal calcio, diventa esperto di rugby e di pallavolo, rendendosi estremamente impopolare tra le sue coetanee. Il concerto che gli ha cambiato la vita è lo stesso dell'amico Fonzie: la performance ferrarese del trio di Bill Frisell con Kermit Driscoll e Joey Baron in uno dei suoi ultimi tour europei. I suoi compagni del collettivo lo chiamano BJ, forse in omaggio a BJ Armstrong (il playmaker degli storici Chicago Bulls) o a Bon Jovi. Quando non si occupa di musica, si inerpica con Tanzio in discussioni filosofiche, con sommo divertimento di entrambi. Vive tra Copenaghen e Londra.