Stefano Senni

Stefano Senni

Zakaz per gli amici intimi (non è dialetto Lughese ma un arcano fonema Polacco che significa "divieto", affibbiatogli da un amico percuotitore di superfici)...

Apre gli occhi nel bel mezzo del terremoto di Ancona del '72, e già da lì si doveva capire che gli sarebbero piaciute le frequenze basse. Ben presto viene adottato dall'etnia romagnola e subisce una tale immedesimazione con gli indigeni al punto che ritiene che il brano Mr P.C. sia stato scritto in onore al Passator Cortese, del quale crede di essere la reincarnazione vivente.


In seconda elementare assiste a un saggio di un'orchestra sinfonica: nel bel mezzo della performance un contrabbassista poggia l'archetto e improvvisamente pizzica un LA che sovrasta l'orchestra intera! 
Il grido: "...siii puoooò fareee!!!" getta panico e sconcerto fra amici, compagni e insegnanti!
Quell'episodio segnerà il suo futuro irrimediabilmente.
Oggi sogna che il mondo possa essere ispirato da una grande e unica linea di basso, che vada oltre i confini e le diversità di ogni genere, sicuro che alla base di un uomo migliore c'è un suono migliore. Un giorno, per una strana e improbabile congiunzione astrale, il sogno potrebbe avverarsi...