314-17| Orange Room | Orange Room |
Beppe Scardino's two sides are well-represented in this work; on one side you'll find the sardonic Livorno native, salacious and shrewd. On the other side lies the tender, reflective, impassioned mediator. In "Orange room" all the candour and humanity of the Tuscan baritone player and composer is evident, and he is joined by a fresh set of musical- and life- companions. From "brother-by-election" Piero Bittolo Bon to Francesco Bigoni, Pasquale Mirra, Antonio Borghini and Federico Scettri, a very young and surprising drummer with a rare musicality.
Atmospheres somewhere between Mingus "al cacciucco soup" and some bitter Blue Note sixties albums, like some Jackie McLean's most extreme recordings , thanks also to the Hutcherson-like touch of the oblique Mirra, capable of not covering but of unveiling the nudity of this pianoless sextet.
Giovanni Natoli
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Tracks:
1. UNEXPECTED 27
2. RAPINA A MANO DISARMATA
3. ORANGE ROOM SYMPHONY --> Listen Mp3!
4. KALI RIKO
5. VENUS --> Listen Mp3!
6. IF I WERE HAPPY (I'D WRITE LOVE SONGS)
7. LIVORNO
All compositions by Beppe Scardino
Personnel:
BEPPE SCARDINObaritone sax
PIERO BITTOLO BONalto sax
FRANCESCO BIGONI tenor sax
ANTONIO BORGHINIbass
PASQUALE MIRRA vibes
FEDERICO SCETTRI drums
Artwork by CAROLA GHILARDI
ORANGE ROOM on myspace
Review quotes:
Giuseppe Vigna
Il Giornale della Musica - 1.11.2009
http://www.giornaledellamusica.it/rol/?id=2956
"La rassegna An Insolent Noise nel segno dell'AACM di Chicago e dell'indie jazz italiano
Quando l’ensemble Orange Room insieme a musicisti del collettivo di Chicago AACM ha intonato "Dogon A.D." di Julius Hemphill, la seconda edizione del festival An Insolent Noise di Pisa ha centrato i suoi obiettivi: la messa a punto di una bella interazione tra musicisti americani e italiani, celebrazione sincera dell’attualità dello spirito del jazz legato alla proposta del movimento di Chicago e degli artisti che dalla seconda metà degli anni Sessanta che hanno continuato nel solco tracciato dai maestri del free jazz. [...]"
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Paolo Carradori
Il Giornale della Musica - ottobre 2008
"prova di piena maturita' che si esplica in una scrittura per il collettivo ben definita in ambientazioni dai colori bop, incastri e impianti mingusiani lacerati dalle ance di Francesco Bigoni e Piero Bittolo Bon con linguaggio aspro, distaccato, a mezza strada tra Coleman e Berne"
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Roberto De Virtis
Jazzit - settembre/ottobre 2008
Valutazione: 3,5 stelle
"La front-line di fiati (Scardino al baritono, Francesco Bigoni al tenore e Piero Bittolo Bon all'alto) e' di quelle toste - imperiosa nelle sezioni corali, furente nelle impennate solistiche - e l'integrazione con la ritmica (Antonio Borghini e Federico Scettri) e' ottima, cosi' come l'obliqua presenza di Pasquale Mirra e del suo vibrafono"
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Bruce Lee Gallanther
Downtown Music Gallery - giugno 2008
"Considering that I was not previously familiar with any of the musicians in this fine sextet, both Mikey & I were completely flaggerghasted! [...] There is restless, exciting quality to all of the pieces. [...] This is yet another winner from an unknown Italian sextet"
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Enrico Bettinello
Blow Up - dicembre 2007
"E Adesso che glielo dice ai tanto celebrati campioni del jazz italiano che c’è un wild bunch di giovani musicisti che sta arrivando in città, annunciati dal sollevarsi della polvere in lontananza? Guidata dal baritonista Beppe Scardino, Orange Room è una band fantastica: tre ance, vibrafono, contrabbasso e batteria a lavorare con un furore creativo di altri tempi. Ci sono intrecci di fiati dal sapore hemphilliano, una brezza noir cui l’ironia non toglie la forza eversiva, la capacità (rara oggidì) di imprimere al suono collettivo un’impronta personale [...] Il futuro del jazz di casa nostra passa di qui" (valutazione 8/8)
