Questo cd e' un atto d'amore verso il grande batterista, compositore e band leader americano Shelly Manne. Gran parte del materiale raccolto in questo lavoro e' stato composto o registrato da Manne durante una carriera che si e' protratta per oltre quarant'anni, dalla fine del 1930 fino alla sua prematura scomparsa, nel 1984. >>
314-40
Zeno De Rossi Shtik
The Manne I Love! (vol.1 & vol.2)
Di certo è un "qui e ora" il risultato di questo lavoro discografico; visto l'alto grado di interplay tra musicisti italiani e tedeschi, il desiderio di comprendersi tra loro, di comprendere il materiale musicale utilizzato con le sue influenze implicite ed esplicite appare realizzato. >>
314-37
Giorgio Pacorig & Danilo Gallo Zwei Mal Drei
We Hope We Understand!
Musicisti come database biologici, come coscienze sottili che intuiscono nuovi utilizzi per i propri materiali della memoria, i quali vengono così svincolati tanto dalla tirannia delle destinazioni d’uso originarie che da quella della reminiscenza nostalgica. Musicisti come anime liberatrici, e dunque liberate. >>
314-36
Blonde Zeros
God Fried Finger
Fresh Frozen nasce a tavolino, ma poi la "pancia" prende il sopravvento. Le linee si scompigliano in tanti rivoli improvvisati. Un'anima che sembrava pura mostra le sue imperfezioni. >>
314-35
Fresh Frozen
Fresh Frozen
Alla base di queste composizioni c'è la volontà di creare strutture in cui l'improvvisatore sonoro debba convivere con i vincoli dello spazio e l'improvvisatore corporeo con i vincoli del suono, strutture mobili il cui significato complessivo sfugge al controllo dei singoli. E' la volontà ultima di produrre comunicazione. >>
314-34
Antonio Borghini & Malebranche
Six Dances Under
Einfalt e' una neolingua per improvvisatori da camera, un discorso labirintico dedicato agli ascoltatori raminghi. >>
314-33
Einfalt
When The Teacher
Sax baritono e batteria. Banjo e armonica. Un duo senza confini, che utilizza la sua assurda logica per infrangere i tabù degli ascoltatori più bacchettoni. >>
314-32
Pospaghemme
L.O.V.E.
Una agiografia che vanta pochi santi e molti peccatori: è la seconda fatica discografica di uno dei trii pianistici più convincenti sulla scena italiana. >>
314-31
Rope
Saints And Sinners
Half The Fun e' un esperimento di composizione istantanea, un'imprevedibile partitura affidata al nitido eloquio di quattro voci paritetiche. >>
314-30
Franco D'Andrea Quartet
Half The Fun
Musica disincantata, guidata da un istinto inquieto. Un percorso che ama gli ostacoli, non risparmia curve improvvise e fragorosi schianti. >>
314-29
Headless Cat
Blind Tail
Brumose tessiture squarciate da iridescenti episodi melodici. Bozzetti fantasiosi, affrancati dallo schema dei generi. Lunghe arcate sonore si infilano nelle pieghe di uno spazio silenzioso, mentre incontri di artisti visionari avvengono sottotraccia in un'Europa della crisi. >>
314-28
Giulio Corini Libero Motu
Off-Site Meetings
Se il jazz è morto, se i grandi maestri non sono più grandi come una volta, se la musica che fu di Charlie Parker e Miles Davis è roba da musei, come si spiega un disco così? >>
314-27
Piero Bittolo Bon Jump The Shark
Sugoi Sentai! Gattai!!
Questo gruppo somiglia ad una sorta di navicella spaziale al contrario, una macchina artigianale a lunga autonomia, ben fatta e ben guidata. Non produce rumori né frastuoni, ma un suono che profuma di muschio, di umida terra, di pietra frantumata, non sfreccia verso l'alto ma verso le profondità di un mondo musicale a toni scuri, ... >>
314-26
Dimitri Sillato Playground
Periferiche sospese
Funeral Band che si e' fermata a bere con Tom Waits sul patio polveroso di un bar di periferia, organismo che sa essere giocoso e popular ma anche sghembo e ossessivo, elettrico come un cortocircuito in un motel, gang di fuorilegge che incide poesie sulle corteccie bruciate degli alberi, materici e malinconici, ... >>
314-25
Gallo & the Roosters + Gary Lucas
The Exploding Note Theory
Un suono elettrico che si distende in paesaggi onirici e inquieti, quasi fossero infestati da spettri a bassa fedeltà. >>
314-24
Mickey Finn + Cuong Vu
Gagarin!
Uscirono animali di silenzio dal chiaro del liberato bosco, da tane e da cespugli e fu palese che non per l'astuzia, non per paura in se' chiusi tacevano, ma intenti stavano ad ascoltare. >>
314-23
Tirodarco
Tirodarco
Come affrontare i repertori e gli stili del passato con un'attitudine contemporanea, lontana tanto dal revival quanto da un decostruzionismo à la page? Come coniugare il recupero di brani dimenticati e dal gusto retrò con la propria personale scrittura? >>
314-22
Houdini's Cage
Memories of a Barber
Secondo la teoria degli insiemi, presi gli insiemi K (Köln=Colonia) e B (Berlino), l'insieme di tutti gli elementi appartenenti sia all'uno che all'altro si chiama Schnittmenge (intersezione). >>
314-21
Schmittmenge Meier
R.E.A.L.
La Bellezza non tollera il rito e la reiterazione del rito. E' nuda, unica, irripetibile. Sogna, fa sognare, crea mondi e mondi di sogni, crea anche la realtà. Oltre il Mito. >>
314-20
Einfalt
cm 12x12
Il nuovo esodo musicale (o viaggio, se preferite) di MKB ci "narra", alla maniera di un Chatwin, le gesta di Sam Musiker, clarinettista jewish della Grande Mela del dopoguerra che assieme al suocero Dave Tarras (anch'egli clarinettista) ha siglato, con il suo disco Tanz!, una delle opere cardine della musica klezmer contemporanea. >>
314-19
Meshuge Klezmer Band
Musiker!
Se sovralimentato, dopo il passaggio delle sostanze carburanti nel compressore o nella turbina degli strumenti che lo compongono, Rollerball puo' dare luogo ad incontrollabili deflagrazioni sonore. Assistere al funzionamento di Rollerball e' un'esperienza ignota ed occulta da cui spesso non si torna indietro. >>
314-18
Rollerball
La clinica del rasoio
La doppia faccia di Beppe Scardino è ben rappresentata in questo lavoro; da un lato il sardonico livornese, salace e sagace. Dall'altro lato il tenero, riflessivo, appassionato meditatore. >>
314-17
Orange Room
Orange Room
Psychocandy: viaggio all'acido dolce assieme all'improbabile fratellanza Volpi/Terragnoli, due mondi chitarristici che si incontrano proprio in virtù delle loro estreme differenze. >>
314-16
Stefano Senni Saul Bass
Psychocandy
... bevete Cocktail Saturno! Alzate i calici! Brindate! Il suo colore blu e il suo gusto intenso vi porteranno in un viaggio cosmico e interstellare, a gustare da vicino la galassia di un sapore che cambia come la pelle di un camaleonte. >>
314-15
Standhard3io & Silvia Donati
Cocktail Saturno
Incontro pacato, da kammerspielt, tra tre individui che mostrano l'un l'altro le proprie tempre, come in uno specchio. >>
314-14
Giulio Corini Libero Motu
Libero Motu
Franche asprezze della Furlanija in quel della conca comelicana, registrate durante il piccolo festival jazz organizzato da D'Agaro nell'agosto del 2006. Fedeltà golosa alla propria matrice free, come fosse la prima volta. >>
314-13
Daniele D'Agaro Adriatics Orchestra
Comeglians
Me'or 'Einayim è una collana preziosa di suoni provenienti dal cuore dell’ebraismo contemporaneo, è la nitida demarcazione di un terreno comune che, pur nei salti ideali di latitudine, mantiene intatta la costante di una disperata e luminosa vitalità ... >>
314-12
Zeno de Rossi Shtik
Me'or 'Einayim
E’ una discesa senza remore nei territori della sorpresa, una vertiginosa mappatura in tempo reale dei tanti mondi esistenti nell’universo linguistico del nuovo jazz. >>
314-11
Wergeld
Achtung!
Musica al suo stato più puro. Improvvisazione intesa come metodo compositivo collettivo ed istantaneo. Segni sonori asciutti come aforismi Zen lasciati cadere su pulsazioni ipnotiche e febbrili. >>
314-10
Mickey Finn
Dudek!
Un dialogo tra sensibilità profonde e consapevoli. Un' esplorazione delle estreme risorse dei due strumenti, condotta tra colori timbrici straordinariamente mobili e vari. Una rincorsa senza quartiere tra gli spazi dell'immaginario linguistico del jazz contemporaneo. >>
314-9
Achille Succi e Salvatore Maiore
Pequenas Flores do Inferno
Segni nitidi nell'aria. Chiarezza di direzioni. Geometrie emotive miracolosamente cangianti. E' una musica densa e multidirezionale ... >>
314-8
Henry Taylor
Crooning The Anger
Radici strappate per entrare in una pratica di nomadismo creativo, per muoversi lontano da dogmi e comportamenti linguistici preordinati. Spirali di jazz urbano e notturno. >>
314-7
Rootless
Brian Had A Little Plate
Rimandi istantanei di intuizioni creative sopra un solido pavimento compositivo. Uno scambio di suggestioni tra Europa e New York, segnali di una necessità creativa autentica. >>
314-6
Zeno de Rossi Sultry
Plunge
Una sorprendente alleanza di strumenti solitamente relegati alla faccia nascosta della musica. Un superbo complotto creativo, una magnifica cospirazione contro il palazzo del jazz anemico ed educato. >>
314-5
Gallo & the Roosters
Todo Chueco
Canzoni che lasciano scivolare la propria sofisticata costruzione sui binari del ritmo più ipnotico e misterioso che esista. Pochi lievi e misurati passi di mambo che risuonano, forse in una Parigi dell'anima, sospesi in un attimo stilistico indefinito. >>
314-4
Enrico Terragnoli Orchestra Vertical
L' Anniversaire
Aggirarsi tra Jelly Roll Morton e Duke Ellington, tra Bill Triglia e John Zorn su percorsi cari a Thelonious Monk e Herbie Nichols e oltre. Cinetiche e frastagliate linee post-bop di Misha Mengelberg, destinate a portare per sempre il segno del timbro aspro e visionario di Eric Dolphy, decostruite e ricostruite da un trio pianistico che si muove senza alcun tabù. >>
314-3
Rope
Have You Met Miss Bates?
Linee di canto strumentale che si insediano nella mente, che si prendono il tempo necessario prima di spostare altrove qualche parte di sé. >>
314-2
Full Metal Klezmer
Shachor
Alcuni Klezmorim di questa e di quella parte dell'oceano ingaggiano una sfida col tempo e con lo spazio sulle parole di un racconto affascinante e meshuge. Il sinuoso ed urgente incedere del Klezmer viene spostato per un gioco dell'immaginazione dalla Verona di oggi alla New York del 1929. >>
314-1



